Pattino per soddisfare me stessa, non ho bisogno di compiacere. (Carolina Kostner)
mercoledì 23 ottobre 2013
ISU GP 2013 - Skate America - Risultati e commenti
Pronti, via. Inizia la stagione e se il buongiorno si vede dal mattino... Questo verrebbe da dire dopo aver visto le performance degli atleti durante la prima tappa dell'ISU Grand Prix, disputatasi a Detroit (USA) nel weekend appena trascorso.
Skate America ha infatti ben tratteggiato il presumibile trend di quest'importantissima annata: prestazioni high-standard fin dal principio e forma che dovrà tenere per almeno quattro lunghi mesi.
Senza ulteriore indugio, passiamo ai dati e alle opinioni (personalissime, come sempre).
Nota: in grassetto gli atleti che hanno concrete possibilità di partecipare all'evento a cinque cerchi.
Singolo femminile
1) Mao Asada (JPN) - 204,55 alla prima gara ufficiale di valore della stagione fa davvero paura. Ancora incerta sul triplo Axel (benino nel corto, male nel lungo), capisco la sua scelta di insistere con questo salto perchè può davvero fare la differenza, se atterrato.
Sochi 2014: podio sicuro.
2) Ashley Wagner (USA) - Risultato eccezionale anche per la smagrita skater statunitense: 193,81 rappresenta il suo best, anche se nel libero si è visto qualche lieve scricchiolio rispetto al perfetto short.
Sochi 2014: terzo-sesto posto.
3) Elena Radionova (RUS) - Al suo esordio nel circuito senior, centra immediatamente il podio. Nulla (o quasi) da eccepire. Ineleggibile per le competizioni più importanti, conferma comunque di essere una delle potenziali future dominatrici della disciplina.
4) Elizaveta Tuktamysheva (RUS) - Short da incubo, libero ottimamente pattinato con 64,30 di tecnico (meglio di Mao e della Wagner). La solita Liza: incostante, imprevedibile e in grado di passare dalla nona posizione allo sfiorare il terzo posto nella medesima gara. In ogni caso non mi fido (ancora).
Sochi 2014: quinto-decimo posto.
5) Samantha Cesario (USA) - Assolutamente notevole anche la prova della giovane americana, che aveva già sfiorato il podio ai Mondiali junior di Milano. Più che improbabile la sua partecipazione alle prossime Olimpiadi.
6) Mae-Berenice Meité (FRA) - Personalmente la trovo miglioratissima: ha centrato il record nazionale francese e ha mostrato consistenza sugli elementi di salto, oltre ad una piacevole verve interpretativa.
Sochi 2014: oltre la decima posizione.
7) Valentina Marchei (ITA) - Che peccato! Splendida quarta dopo lo short con il nuovo PB (59,25), Valentina (snella e sorprendentemente lieve sui salti) incappa in un bruttissimo lungo che la fa precipitare in classifica fino alla presente posizione. Un passo alla volta...
Sochi 2014: oltre la decima posizione.
8) Viktoria Helgesson (SWE) - Stesso discorso fatto per Valentina: ottimo short, free program disastroso.
Sochi 2014: oltre la quindicesima posizione.
9) Elene Gedevanishvili (GEO) - Nonostante ci provi in tutti i modi, non credo possa tornare sui livelli passati. Buona velocità, ma ansia da prestazione che si tocca con mano.
Sochi 2014: nelle retrovie.
10) Caroline Zhang (USA) - L'avevo vista dal vivo in occasione della finale del Grand Prix 2007 di Torino: questa è la "sorella" stanca, svogliata e irriconoscibilmente inconsistente su tutti gli elementi, components comprese.
Singolo maschile
1) Tatsuki Machida (JPN) - L'ho conosciuto di sfuggita lo scorso anno nella finale del Grand Prix: un sesto posto (su sei) senza infamia e senza lode; poi il disastro ai Nazionali giapponesi (ottavo) e il conseguente oblio per il resto della passata stagione. Quest'anno, alla prima apparizione, mi ha letteralmente impressionato: un solo errore (piuttosto grave, pur senza caduta) sugli elementi di salto tra short e lungo, una pattinata fluida e molto credibile dal punto di vista interpretativo, insomma una certezza assoluta! Se dovesse mantenere questa forma fino ai Nazionali, potrebbe anche dire la sua in quanto a partecipazione olimpica.
Sochi 2014: quinto-decimo posto.
2) Adam Rippon (USA) - Più sicuro, più "uomo", godibilissimo da vedere, ma con ancora qualche incertezza di troppo. Alzi la mano, peraltro, chi l'avrebbe ipotizzato sul podio... In chiave olimpica, potrebbe addirittura pensare a qualificarsi, anche se la vedo durissima.
Sochi 2014: oltre la decima posizione.
3) Max Aaron (USA) - Parliamoci chiaro: è l'atleta più distante in assoluto dal concetto di pattinaggio artistico, al punto che dovrebbero intitolargli una nuova disciplina, il Jump Skating. Capace di atterrare quadrupli a ripetizione, rappresenta tutto ciò che io non desidero vedere, cioè un robottino sincopato che scorrazza per la pista in attesa di saltare. Detto ciò, potrebbe tranquillamente qualificarsi per Sochi, a patto che pattini pulito.
Sochi 2014: quinto-decimo posto.
4) Daisuke Takahashi (JPN) - Che fine ha fatto il vero Daisuke? Ce lo chiediamo da quasi un anno (o più), e francamente la sua involuzione inizia a destare serie preoccupazioni: dovesse continuare su questo trend, diventerebbe a rischio totale la sua partecipazione olimpica, data praticamente per certa da tutti gli esperti.
Sochi 2014: terzo-decimo posto.
5) Jason Brown (USA) - Il contrario del connazionale Aaron: splendido da vedere, tecnicamente rivedibile ma dotato di un programma ambizioso. Ai Nazionali ci sarà davvero da divertirsi, dato che il buon Jason potrebbe anche puntare a raggiungere la kermesse olimpica.
Sochi 2014: oltre la decima posizione.
6) Takahiko Kozuka (JPN) - Altro caso di (tiepida) involuzione, altro punto interrogativo in casa nipponica. A Sochi potrebbe andare, ma Oda sta prepotentemente rientrando, quindi non lo vedo come favorito.
Sochi 2014: quinto-decimo posto.
7) Alexander Majorov (SWE) - Non male l'atleta russo naturalizzato svedese, da sicura top ten europea.
Sochi 2014: oltre la quindicesima posizione.
8) Artur Gachinski (RUS) - L'atleta che si piazzò terzo ai Mondiali di due anni e mezzo fa è definitivamente andato. Punto. Nessunissima possibilità di vederlo a Sochi.
Coppie d'artistico
1) Volosozhar/Trankov (RUS) - Non. Ho. Più. Parole. La perfezione esiste.
Sochi 2014: primo posto blindato.
2) Moore-Towers/Moscovitch (CAN) - Straordinari, iniziano con un mostruoso 208,45. Personalmente li preferisco di gran lunga a Duhamel/Radford. Slot olimpico in ghiaccio, contenderanno ai connazionali lo scettro canadese.
Sochi 2014: terzo-sesto posto.
3) Stolbova/Klimov (RUS) - Miglioratissimi e realmente competitivi nonostante il doppio twist. Dato l'infortunio patito da Sasha Smirnov che di fatto mette fuori gioco sé stesso e la partner Yuko Kavaguti dall'evento olimpico, ci sono ottime probabilità di vederli a Sochi.
Sochi 2014: sesto-decimo posto.
4) Denney/Coughlin (USA) - Ottima prova dopo l'infortunio occorso a John nel corso della scorsa stagione. Components non ancora soddisfacenti, ma rientro ben più che dignitoso. Con riappropriazione dello scettro di miglior coppia a stelle e strisce.
Sochi 2014: sesto-decimo posto.
5) Berton/Hotarek (ITA) - Buon corto e libero più che discreto per Stefy e Ondra, anche se le amnesie di Stefania sul Salchow in parallelo iniziano a destare qualche preoccupazione. Nella considerazione dei giudici in quanto a components, negativo il fatto che Stolbova/Klimov li abbiano sopravanzati (nel free) di ben tre punti totali.
Sochi 2014: sesto-decimo posto.
6) Castelli/Shnapir (USA) - Programma ambiziosissimo, errori e imperfezioni a ripetizione. Non ancora sufficientemente maturi per gestire performance ad alto livello considerate le elevate difficoltà. Restano comunque ampiamente in corsa per uno slot olimpico.
Sochi 2014: decimo-quindicesimo posto.
7) Zhang/Bartholomay (USA) - Seppur ancora teoricamente in lizza per la qualificazione olimpica, li vedo piuttosto attardati sul restante lotto degli aspiranti.
Sochi 2014: oltre la quindicesima posizione.
8) Purdy/Marinaro (CAN) - Difficilissimo che riescano a qualificarsi per l'evento olimpico: meglio concentrarsi sul fare esperienza.
Coppie di danza
1) Davis/White (USA) - No comment. Vincono tutto da non so neanche più quante gare. Perderanno il titolo olimpico solo in caso di errori gravissimi e reiterati.
Sochi 2014: primo posto (quasi) blindato.
2) Cappellini/Lanotte (ITA) - Fanno il loro miglior corto e totale, ma non il loro lungo (di soli 1,5 punti), a causa di due livelli mancati su un paio di elementi abbastanza importanti; migliorano le components rispetto alla scorsa stagione, il tutto nella prima loro uscita ufficiale. Ci sarebbe da gioirne, ma ho la netta sensazione che i giudici non li metteranno davanti a tutte le coppie russe proprio nell'anno delle Olimpiadi di Sochi...
Sochi 2014: quarto-settimo posto.
3) Shibutani/Shibutani (USA) - Una considerazione su tutte: seppur si tratti di un binomio gradevole, non riesco a capacitarmi del fatto che possa essere già salito sul podio iridato (Mosca 2011). Favoriti su chi li segue in classifica per il terzo slot olimpico disponibile in casa USA.
Sochi 2014: attorno alla decima posizione.
4) Hubbell/Donohue (USA) - Difficile che possano volare in Russia a febbraio. Personalmente non mi fanno impazzire, anche se il loro stile è molto accattivante.
Sochi 2014: attorno alla decima posizione.
5) Reed/Reed (JPN) - Buon esordio dei fratelli nippo-americani, freschi e affiatati.
Sochi 2014: oltre la quindicesima posizione.
6) Carron/Jones (FRA) - Sono ancora la coppia numero due del movimento transalpino, ma attendo al varco il binomio Papadakis/Cizeron, che a mio avviso li spazzerà via in un batter d'occhio.
Sochi 2014: oltre la quindicesima posizione.
7) Tobias/Stagniunas (LTU) - La burocrazia è contro di loro (quasi impossibile che l'americana Tobias ottenga la cittadinanza lituana), ma anche la prestazione non è delle migliori. Sospendo il giudizio in attesa di news.
8) Zlobina/Sitnikov (AZE)- Cos'è successo ai sorprendenti russi naturalizzati azeri, brillanti protagonisti della scorsa stagione? Fallosi e imprecisi, vedremo se sapranno tornare sui livelli dell'anno passato.
Sochi 2014: oltre la quindicesima posizione.
venerdì 11 ottobre 2013
La nascita (e rapidissima affermazione) di NeveItalia
Qualche giorno fa, curiosando sulla pagina Facebook di Massimiliano Ambesi, vate dei telecronisti dediti agli sport invernali e grandissimo esperto di pattinaggio su ghiaccio, scopro che lo stesso sig. Ambesi, da poche settimane a questa parte, pubblica i suoi articoli su NeveItalia.it.
NeveItalia.it? E da quando? Com'è possibile che non ne conosca l'esistenza? Decido pertanto di approfondire immediatamente la questione, e mi trovo di fronte a un sito interamente in lingua italiana, suddiviso in tre macro-aree (Turismo, Materiali e Sport), dettagliatissimo in quanto a informazioni su stazioni sciistiche di tutta Europa, test sulle attrezzature, guide sui prodotti e, soprattutto, news di ogni genere su tutti, ma proprio tutti, gli sport della stagione fredda.
Con sommo gaudio constato che esiste una sotto-sezione Figure Skating (all'interno degli Sport), aggiornatissima con ogni genere di notizia riguardante tutte le sfaccettature di questa splendida disciplina, e il "responsabile" di questa sezione, nonché autore di tutti gli update, è proprio Massimiliano Ambesi.
Senza nulla togliere ad ArtOnIce, che trovo sempre una validissima fonte di news e approfondimenti, NeveItalia rappresenta esattamente quello che sono andato cercando per anni.
Ringraziando quindi il progetto editoriale di questo fantastico gruppo di persone, consiglio vivamente a tutti gli appassionati di pattinaggio di prendere questo sito a riferimento per tutto ciò che concerne gli sport invernali di ogni genere.
E un personalissimo ringraziamento va a Massimiliano Ambesi, la cui passione così differente dai beceri interessi sportivi dell'italiano medio ha permesso ai fan italiani di avvalersi di un sito di notizie sul pattinaggio artistico così completo e minuziosamente dettagliato.
domenica 29 settembre 2013
Arriva l'onda rosa di Madre Russia...
Se ne parla già da un paio d'anni, ma i tempi a questo punto possono definirsi maturi: con l'imminente ritiro del nostro angelo sul ghiaccio Carolina Kostner (presumibilmente dopo Sochi 2014), dominatrice in campo continentale da sette stagioni, l'Europa si appresta ad assistere ad un'egemonia russa in campo femminile che pare non avere soluzioni di continuità per parecchi anni a venire. Egemonia che, giapponesi ed americane permettendo, potrebbe tranquillamente estendersi a livello iridato.
Azzardato ipotizzare tutto ciò? Analizziamo la situazione: oltre a Carolina, dopo i Giochi Olimpici del prossimo febbraio potrebbero pensare al ritiro, in alcuni casi assai certo: la regina Yu-na Kim, le nipponiche Miki Ando, Mao Asada e Akiko Suzuki, l'americana Alissa Czisny, la finlandese Kiira Korpi, la nostra Valentina Marchei, la georgiana Elene Gedevanishvili, la svedese Viktoria Helgesson e la "veterana" Alëna Leonova.
Chi rimarrebbe, di conseguenza? In campo europeo, nessuno. Globalmente, poco o nulla in grado di impensierire, come da titolo del post, l'onda rosa di Madre Russia: le americane Ashley Wagner e Gracie Gold, la giapponese Kanako Murakami e la canadese Kaetlyn Osmond. Va detto che le suddette nazioni si stanno attrezzando in quanto a giovani promesse, ma la quantità e la qualità delle ragazzine (in alcuni casi, bambine) terribili dell'ex Unione Sovietica sembrerebbero essere incontestabilmente superiori.
Conosciamole, quindi.
CIRCUITO SENIOR
Adelina Sotnikova (1° luglio 1996) ed Elizaveta Tuktamysheva (17 dicembre 1996) sono ormai più che certezze, e a meno di un miracolo targato Leonova, dovrebbero rappresentare la propria nazione a Sochi 2014: attenzione comunque alla straordinaria Julia Lipnitskaia (5 giugno 1998), plurimedagliata ai Mondiali junior, passata quest'anno ufficialmente al pattinaggio che conta.
Meno talentuose, ma sempre in grado di impensierire chiunque a qualsiasi livello, sono Polina Korobeynikova (12 aprile 1996), Nikol Gosviani (9 settembre 1996) e Anna Pogorilaya (10 aprile 1998), quest'ultima bronzo Mondiale junior a Milano qualche mese fa.
Discorso a parte merita poi la fenomenale Elena Radionova (6 gennaio 1999), iscritta al Grand Prix Senior ma non ancora eleggibile per le principali competizioni ISU, che impressiona per l'eccezionalità degli elementi tecnici e l'incredibile maturità artistica, il tutto condito da una (fin fastidiosa) non comune sicurezza nei propri mezzi. Se supererà lo scoglio del cambiamento fisico, diventerà la vera futura dominatrice della disciplina.
CIRCUITO JUNIOR
Tre nomi su tutti: Evgenia Medvedeva (19 novembre 1999), Serafima Sakhanovich (9 febbraio 2000) e Maria Sotskova (12 aprile 2000), che dovranno aspettare fino al 2016 per poter finalmente dire la loro nel circuito "adulto". Non dimentichiamoci però di Maria Stavitskaia (1° settembre 1997) ed Evgenia Gerasimova (2 gennaio 1998), anagraficamente già iscrivibili ai Campionati ISU.
Ma non è finita qui. Sebbene siano annoverabili in seconda fascia in quanto a talento, vale la pena citare Uliana Titushkina (6 marzo 1999) e Julia Li (12 giugno 1999), tra un anno inseribili nel circuito senior, oltre ad Alsu Kaiumova (12 luglio 1999), Natalia Ogoreltseva (18 gennaio 2000) e Alexandra Proklova (5 aprile 2000), che dovranno attendere un biennio.
Insomma, un esercito. L'armata russa è tornata: al femminile, questa volta. Si salvi chi può!
sabato 28 settembre 2013
Nebelhorn Trophy 2013: ultimi responsi e conclusioni
Paul Bonifacio Parkinson ce l'ha fatta!!! L'unico atleta azzurro in gara è riuscito nell'impresa (ma sì, concedetemi il termine) di qualificare un pattinatore di casa nostra (lo stesso Parkinson o Paolo Bacchini, presumibilmente) alle prossime Olimpiadi, acciuffando il sesto e ultimo posto disponibile.
Paul, difesosi nonostante una caduta nel corto, ha mantenuto l'ultima piazza utile per Sochi 2014 con un libero molto ben pattinato fino alla caduta sul triplo Salchow, che gli ha di fatto condizionato l'intero prosieguo della performance ma che non gli ha impedito di raggiungere il principale obiettivo di questa stagione; in Russia, pertanto, l'Italia sarà presente in tutte e quattro le discipline con ben sette rappresentanti (due nel singolo femminile, nelle coppie d'artistico e nella danza, e, appunto, uno nel singolo maschile).
Bravo Paul! E un grazie enorme da parte di tutti noi!
In dettaglio, oltre all'Italia, si sono qualificate Israele, Romania, Filippine (!!!), Australia e Ucraina.
Podio: Nobunari Oda (straordinario comeback), Jason Brown (solidissimo), Jeremy Ten (piacevole).
Nella competizione di danza cinque nazioni hanno ottenuto l'accesso a Sochi 2014: Cina, Turchia, Australia, Giappone e Spagna. Non ce l'ha purtroppo fatta il binomio (battente bandiera slovacca) formato da Federica Testa e Lukas Csolley, allenati da Roberto Pelizzola, storico trainer di Barbara Fusar Poli e Maurizio Margaglio.
Podio: Hubbell/Donohue, Monko/Khaliavin, Paul/Islam (poco da segnalare sulle tre coppie).
Tirando le somme, ecco la griglia completa di tutti gli slot olimpici per ogni disciplina.
Singolo femminile (30)
Corea del Sud, Giappone e Stati Uniti 3
Canada, Cina, Italia e Russia 2
Australia, Austria, Brasile, Estonia, Francia, Georgia, Germania, Gran Bretagna, Norvegia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Svezia e Ucraina 1
Singolo maschile (30)
Canada e Giappone 3
Francia, Kazakhstan, Repubblica Ceca, Spagna e Stati Uniti 2
Australia, Austria, Belgio, Cina, Estonia, Filippine, Germania, Israele, Italia, Romania, Russia, Svezia, Ucraina e Uzbekistan 1
Coppie d'artistico (20)
Canada e Russia 3
Cina, Francia, Germania, Italia e Stati Uniti 2
Estonia, Gran Bretagna, Israele e Ucraina 1
Coppie di danza (24)
Canada, Russia e Stati Uniti 3
Francia, Italia e Germania 2
Azerbaijan, Australia, Cina, Giappone, Gran Bretagna, Lituania, Spagna, Turchia e Ucraina 1
Infine, il dato cumulativo delle principali nazioni in ordine di presenze totali, importante per iniziare a comprendere quali paesi potranno presumibilmente far parte della prova olimpica a squadre.
Canada 11
Stati Uniti 10
Russia 9
Francia, Giappone e Italia 7
Cina e Germania 6
Ucraina 4
Australia, Estonia, Gran Bretagna, Repubblica Ceca e Spagna 3
venerdì 27 settembre 2013
Nebelhorn Trophy 2013: primi verdetti
- Stefano Caruso ha ottenuto la cittadinanza tedesca e potrà partecipare alle Olimpiadi di Sochi 2014 insieme alla partner Tanja Kolbe in rappresentanza dei teutonici;
- Evan Lysacek è in forte dubbio sulla partecipazione al prossimo Grand Prix: premesso che la cosa non mi tange nel modo più assoluto, spero francamente si decida a smetterla di comportarsi in tal modo (da quasi quattro anni) e dichiari qualcosa di certo e definitivo, once in a lifetime.
- Johnny Weir non tornerà all'agonismo: amen. Ce ne faremo una ragione.
- Kiira Korpi, ahimè, è stata nuovamente vittima di un infortunio: francamente non so cos'altro aggiungere, dato l'accanimento della malasorte nei confronti della splendida skater finnica (che peraltro pare abbia scongiurato l'intervento chirurgico)...
- Yu-na Kim non parteciperà al Grand Prix: si è procurata una microfrattura al metatarso (destro? sinistro?) che la terrà lontano dalle piste da ghiaccio per circa sei settimane. Ovviamente la partecipazione alle Olimpiadi non è assolutamente a rischio...
Detto ciò, occupiamoci del Nebelhorn Trophy, che sta assegnando gli ultimi slot disponibili per partecipare all'evento a cinque cerchi prossimo venturo.
Nelle coppie d'artistico Gran Bretagna, Ucraina, Estonia e Israele si affiancano alle nazioni che avevano ottenuto il pass agli ultimi Mondiali. La sorpresissima è giunta dal Giappone, primo paese escluso, che presentava la medagliata di Nizza 2012 Narumi Takahashi in coppia con il nuovo partner Ryuichi Kihara: la loro prestazione, discreta nel corto, è stata a dir poco deludente nel libero, condizionata dall'inconsistenza di lei sui salti e da quella di lui sui sollevamenti; la domanda, a questo punto, sorge spontanea: com'è possibile che non si sia potuto trovare un atleta nipponico anche solo un po' più prestante dell'incolpevole (ma gracilino) Kihara? Difficile ipotizzare che in una nazione dove il pattinaggio su ghiaccio è sport praticatissimo (anche se soprattutto nelle gare in singolo), non si decida di compiere uno sforzo maggiore per "plasmare" un atleta a tale scopo...
Podio: Volosozhar/Trankov (mostruosi), Wende/Wende (sorprendenti), Vartmann/Van Cleave (convincenti).
Anche nel singolo femminile (che ha qualificato Australia, Georgia, Norvegia, Austria, Repubblica Ceca e -attenzione- Brasile) si è assistito ad una sciagurata controprestazione: Sonia Lafuente, atleta iberica di rango e considerata tra le favorite per la qualificazione, ha sciorinato una doppia performance agghiacciante, chiamandosi di fatto fuori già dopo l'esecuzione dello short program.
Non ce l'ha fatta nemmeno la giovane finlandese Juulia Turkkila, che ha così tarpato le ali alla sfortunatissima Kiira Korpi: un'altra brutta tegola per la meravigliosa atleta scandinava, che a questo punto dovrà riprogrammare l'intera stagione in funzione della mancata partecipazione ai Giochi Olimpici.
Podio: Elena Radionova (fenomeno), Miki Ando (mitica), Ashley Cain (elegantissima).
Nelle coppie d'artistico Gran Bretagna, Ucraina, Estonia e Israele si affiancano alle nazioni che avevano ottenuto il pass agli ultimi Mondiali. La sorpresissima è giunta dal Giappone, primo paese escluso, che presentava la medagliata di Nizza 2012 Narumi Takahashi in coppia con il nuovo partner Ryuichi Kihara: la loro prestazione, discreta nel corto, è stata a dir poco deludente nel libero, condizionata dall'inconsistenza di lei sui salti e da quella di lui sui sollevamenti; la domanda, a questo punto, sorge spontanea: com'è possibile che non si sia potuto trovare un atleta nipponico anche solo un po' più prestante dell'incolpevole (ma gracilino) Kihara? Difficile ipotizzare che in una nazione dove il pattinaggio su ghiaccio è sport praticatissimo (anche se soprattutto nelle gare in singolo), non si decida di compiere uno sforzo maggiore per "plasmare" un atleta a tale scopo...
Podio: Volosozhar/Trankov (mostruosi), Wende/Wende (sorprendenti), Vartmann/Van Cleave (convincenti).
Anche nel singolo femminile (che ha qualificato Australia, Georgia, Norvegia, Austria, Repubblica Ceca e -attenzione- Brasile) si è assistito ad una sciagurata controprestazione: Sonia Lafuente, atleta iberica di rango e considerata tra le favorite per la qualificazione, ha sciorinato una doppia performance agghiacciante, chiamandosi di fatto fuori già dopo l'esecuzione dello short program.
Non ce l'ha fatta nemmeno la giovane finlandese Juulia Turkkila, che ha così tarpato le ali alla sfortunatissima Kiira Korpi: un'altra brutta tegola per la meravigliosa atleta scandinava, che a questo punto dovrà riprogrammare l'intera stagione in funzione della mancata partecipazione ai Giochi Olimpici.
Podio: Elena Radionova (fenomeno), Miki Ando (mitica), Ashley Cain (elegantissima).
sabato 31 agosto 2013
Le figure obbligatorie, queste sconosciute...
Ho iniziato a seguire questo meraviglioso sport nel 1989, in coincidenza con la vittoria dell'indimenticata Midori Ito ai Mondiali di Parigi-Bercy: non ero del tutto conscio, né lo sono stato in occasione della stagione successiva, che ci fosse una terza disciplina che contribuiva a determinare il punteggio finale di ogni gara. Mi limitavo a leggere "figure obbligatorie" nel computo nello score e ne prendevo atto, consapevole del basso valore percentuale che le medesime avevano nel calcolo complessivo (20%, contro il 30% dello short e il 50% del libero). Quando poi lessi che dalla stagione 1990-91 le figure obbligatorie sarebbero state soppresse, decidetti di non approfondire ulteriormente.
Qualche anno fa comprai il libro di Sonia Bianchetti Garbato ("Crepe nel ghiaccio"), famoso giudice italiano nonché principale fautrice dell'eliminazione delle suddette, e rimasi colpito dall'arduo ed estenuante processo che portò alla "radiazione" di quello che era stato, negli anni, uno degli aspetti cardinali nel criterio di giudizio artistico del pattinaggio su ghiaccio.
Personalmente mi trovo completamente a favore della crociata che la signora Bianchetti portò avanti, inizialmente contro tutto e contro tutti, anche se ritengo che forse, a livello junior, le figure obbligatorie potrebbero essere reintrodotte in qualità di "disciplina selettiva" iniziale, più che altro per stabilire il valore dell'atleta.
In ogni caso, per tutti i nostalgici (me compreso), ecco il video che mostra le ultime figure obbligatorie in una competizione ufficiale, eseguite dall'allora jugoslava Zeljka Cizmesija ai Mondiali di Halifax (Canada) del 1990.
Qualche anno fa comprai il libro di Sonia Bianchetti Garbato ("Crepe nel ghiaccio"), famoso giudice italiano nonché principale fautrice dell'eliminazione delle suddette, e rimasi colpito dall'arduo ed estenuante processo che portò alla "radiazione" di quello che era stato, negli anni, uno degli aspetti cardinali nel criterio di giudizio artistico del pattinaggio su ghiaccio.
Personalmente mi trovo completamente a favore della crociata che la signora Bianchetti portò avanti, inizialmente contro tutto e contro tutti, anche se ritengo che forse, a livello junior, le figure obbligatorie potrebbero essere reintrodotte in qualità di "disciplina selettiva" iniziale, più che altro per stabilire il valore dell'atleta.
In ogni caso, per tutti i nostalgici (me compreso), ecco il video che mostra le ultime figure obbligatorie in una competizione ufficiale, eseguite dall'allora jugoslava Zeljka Cizmesija ai Mondiali di Halifax (Canada) del 1990.
Fonte: utente YT Benoit Lefebvre
martedì 27 agosto 2013
Carolimpica 2014
Per dovere di cronaca, riporto quanto accaduto di significativo negli ultimi due mesi:
- Charlène Guignard è diventata cittadina italiana e potrà partecipare alle Olimpiadi di Sochi 2014 insieme al partner Marco Fabbri in rappresentanza del tricolore;
- Florent Amodio e Nikolai Morozov hanno sciolto la loro collaborazione: francamente non so chi possa averci guadagnato...
- Kiira Korpi si sta allenando in California con Rafael Arutunian: mi auguro con tutto il cuore che la splendida atleta finlandese possa ottenere qualcosa di importante nel corso di questa stagione.
Ma ora la notizia che ho atteso ben più di ogni altra: l'annuncio da parte di Carolina Kostner delle scelte musicali 2013-14, sia per il programma corto ("Humoresque" di Antonin Dvorak) che per quello lungo ("Scheherazade" di Nikolai Rimsky-Korsakov). Contrariamente a quanto mi sarei aspettato, ma in linea con il suo carattere, Caro ha abbandonato lo spettacolo (il Bolero dello scorso anno, seppur meraviglioso, era difficilissimo e fisicamente massacrante) per puntare su note più suadenti e maggiormente confacenti al suo stile: nell'anno olimpico forse la scelta migliore che si potesse fare.
Resta un dubbio: quale movimento dell'opera di Rimsky-Korsakov sceglierà? Nell'attesa, andiamo a sentire il piacevolissimo brano di Dvorak che (per pianoforte o violino?) rappresenterà il suo short program.
Fonte: utente YT Andrius
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